I Lepidotteri Ropaloceri della Riserva Statale di Popolamento Animale “Lago di Burano” (Capalbio, Grosseto)

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Sandro Piazzini *
Elena Spadini
Fabio Cianchi
Leonardo Favilli
Giuseppe Manganelli
(*) Autore principale:
Sandro Piazzini | favilli@unisi.it

Abstract

Negli anni 2007-2009 è stata effettuata una ricerca sui Lepidotteri Ropaloceri della Riserva Statale di Popolamento animale “Lago di Burano” (Capalbio, GR). Le specie accertate sono 50 tra le quali otto (Thymelicus acteon, Gegenes nostrodamus, Zerynthia cassandra, Lycaena thersamon, Charaxes jasius, Libythea celtis, Hipparchia fagi, Hipparchia statilinus) di interesse conservazionistico. Le entità più diffuse sono Pieris brassicae, Colias crocea, Polyommatus icarus, Lasiommata megera, Pieris rapae, Gonepteryx cleopatra, Maniola jurtina, Coenonympha pamphilus, Papilio machaon, Limenitis reducta e Kanetisa circe, specie in grado di colonizzare diverse situazioni ambientali, quelle sporadiche Thymelicus sylvestris, Ochlodes venatus, Zerynthia cassandra, Euchloe ausonia, Favonius quercus, Satyrium ilicis, Cacyreus marshalli, Celastrina argiolus, Polyommatus thersites, Inachis io e Polygonia c-album, che non trovano nella riserva ambienti idonei alla loro sopravvivenza. Le principali minacce per i Ropaloceri di Burano sono rappresentate dalla gestione della vegetazione operata per fini agricoli e dalla regimazione delle acque. Per ridurre l’impatto di questa attività si suggeriscono: il mantenimento di una fascia di terreno incolto (ampia almeno 20 m) intorno al lago e di una striscia di vegetazione (larga tra 2 e 4 m) lungo i canali retrostanti; la conservazione di siepi e arbusti; l’effettuazione degli interventi di sfalcio della vegetazione erbacea tra dicembre e gennaio.

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