Memorie della Società Entomologica Italiana https://sei.pagepress.org/memorie <p>Le <strong>Memorie della Società Entomologica Italiana</strong>, edite a partire dal 1922 con cadenza annuale, raccolgono monografie, articoli e revisioni di mole superiore.<br><br></p> PAGEPress Scientific Publications, Pavia, Italy it-IT Memorie della Società Entomologica Italiana 0037-8747 <p>Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:</p> <ol> <li class="show">gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, licenziata sotto una <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License</strong></a>&nbsp;(CC BY-NC 4.0) che permette ad altri di condividere l'opera indicando la paternità&nbsp; intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.</li> <li class="show">gli autori possono aderire ad altri accordi di licenza non esclusiva per la distribuzione della versione dell'opera pubblicata (es. depositarla in un archivio istituzionale o pubblicarla in una monografia), a patto di indicare che la prima pubblicazione è avvenuta su questa rivista.</li> <li class="show">Gli autori possono diffondere la loro opera online (es. in repository istituzionali o nel loro sito web) prima e durante il processo di submission, poichè può portare a scambi produttivi e aumentare le citazioni dell'opera pubblicata (Vedi <a href="http://opcit.eprints.org/oacitation-biblio.html">The Effect of Open Access</a>).</li> </ol> Il manoscritto-collezione del 1715 di Saverio Scilla: la prima raccolta di lepidotteri d’Italia e una delle più antiche collezioni entomologiche al mondo https://sei.pagepress.org/memorie/article/view/621 <p>Una lunga indagine bibliografica ha permesso di rintracciare, presso la Biblioteca Casanatense di Roma, un manoscritto sulle farfalle che si credeva perduto, realizzato intorno al 1715 da Saverio Scilla, pittore e naturalista messinese (1673-1735). La sua consultazione ha rivelato la presenza, all’interno dei tre volumi che lo compongono, di 211 farfalle dell’Italia centrale conservate fra due lamine di mica. Sono presenti oltre 100 specie di lepidotteri Ropaloceri ed Eteroceri appartenenti a 21 diverse Famiglie. Si tratta della prima raccolta italiana di lepidotteri conosciuta, realizzata fra il 1701 ed il 1714, e di una delle più antiche collezioni entomologiche pre-linneane al mondo, giunta quasi intatta fino ai nostri giorni. Il suo valore storico, documentale e scientifico è inestimabile. Costituisce un’importante testimonianza della fauna di lepidotteri diurni e notturni italiani degli inizi del XVIII secolo. Fornisce un’ampia visione su un metodo di conservazione dei lepidotteri, assai diffuso in Europa nei primi decenni del Settecento, che ne ha garantito, nel corso di tre secoli, la protezione da attacchi di parassiti e di altri agenti esterni. È infine un’opera unica nel suo genere, perché affianca in maniera originale alla collezione delle farfalle un testo illustrativo e più di 400 disegni acquerellati degli stadi preimaginali, realizzati con una precisione del tratto ed una corrispondenza scientifica al soggetto reale che non ha eguali nelle opere coeve. L’Autore del presente contributo fornisce prima alcuni cenni biografici su Saverio Scilla e sul padre Agostino, che ne influenzò significativamente la formazione artistica e naturalistica. Ripercorre poi le tappe che gli hanno consentito di ricostruire la storia del manoscritto e di accertare l’esistenza di due sue copie, realizzate da altre mani, con caratteristiche proprie e in cui le farfalle sono sostituite da disegni ad acquerello. Fornisce un’approfondita analisi della struttura esterna del manoscritto e del suo stato di conservazione. Passa infine ad esaminare separatamente le tre principali componenti dell’opera: collezione, disegni e testo illustrativo. Due appendici completano il lavoro. La prima contiene l’elenco di tutte le specie con esemplari preparati identificate all’interno della collezione. La seconda presenta l’indice sinottico del manoscritto, che include i titoli dei capitoli e le denominazioni originali assegnate da Scilla alle specie trattate, accompagnate dal binomio scientifico attuale.</p> Marcello Romano Copyright (c) 2024 the Author(s) http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2024-01-08 2024-01-08 100 2 55 122 10.4081/memoriesei.2023.55 Ricordo di Luciano Diotti (1942–2023) https://sei.pagepress.org/memorie/article/view/620 <p>Non disponibile.</p> Roberto Caldara Michele Tedeschi Carlo Giusto Copyright (c) 2024 the Author(s) http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2024-01-08 2024-01-08 100 2 123 125 10.4081/memoriesei.2023.123 In ricordo di Valter Pizzaghi https://sei.pagepress.org/memorie/article/view/609 <p>Non disponibile.</p> Rinaldo Nicoli Aldini Copyright (c) 2023 the Author(s) http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2023-06-12 2023-06-12 100 2 49 52 10.4081/memoriesei.2023.49 A contribution to the knowledge of genus <em>Dasytidius</em> Schilsky, 1896 in the eastern Mediterranean region https://sei.pagepress.org/memorie/article/view/600 <p>The present study is limited to the species which live in the eastern Mediterranean region (Greece, Turkey, Cyprus, Syria, Lebanon, Israel and Jordan, Egypt and Libya). Genus <em>Dasytidius</em> is here very poorly known, and, within this region, large areas completely lack records and field research. 29 taxa (species and subspecies) have been, however, described from the mentioned countries, and it has been possible to assemble and study reasonable amounts of materials (over 1500 specimens) covering 25 taxa and including many types. Two new species have been described: <em>D. daucifloris</em> n. sp. from Aegean Turkey and <em>D. majeri</em> n. sp. from southern-central Turkey. Four new synonymies are proposed: <em>D. indutus</em> <em>dalmatinus</em> Majer, 1989 = <em>D. indutus indutus</em> Kiesenwetter, 1859; <em>D. impar</em> Majer, 1996 = <em>D. indutus</em> subsp. funebris Majer, 1989; <em>D. insularis</em> Majer, 1996 = <em>D. prosperus</em> Majer, 1989 and <em>D. malkini</em> Majer, 1996 = <em>D. similis</em> Schilsky, 1896. Two taxa have been moved from species to subspecies status: <em>D. indutus</em> subsp. funebris Majer, 1989 n. stat. and <em>D. infinitus</em> subsp. subnudus Majer, 1991 n. stat. One species has been resurrected: <em>D. obscuripes</em> (Pic, 1896), previously considered a junior synonym of <em>D. nigripes</em> (Pic, 1894). Four <em>Dasytidius</em> species remained unknown: they have been only shortly taken into account and not included in the determination key; the three Cypriot species, being endemic to the Island and recently fully discussed (Liberti 2021), have not been included as well in the key. The remaining 22 taxa have been thoroughly considered, and their anatomies have been described, compared and figured.</p> Gianfranco Liberti Copyright (c) 2023 the Author(s) http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2023-06-12 2023-06-12 100 2 3 48 10.4081/memoriesei.2023.3 Giuseppe Grafitti (1950-2022) https://sei.pagepress.org/memorie/article/view/593 <p>Nato il 28 marzo 1950 e deceduto a Sassari il 12 giugno 2022, Giuseppe Grafitti ci ha lasciati in una calda giornata di una torrida estate, nelle condizioni climatiche che lui più detestava, come ben sanno tutti coloro che conoscevano la sua malattia che da numerosi anni lo costringeva ad una faticosa dialisi [...].</p> Achille Casale Copyright (c) 2022 the Author(s) http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2022-12-16 2022-12-16 100 2 230 230 10.4081/memoriesei.2022.230